Prostatite: le cure esistono!

Prostatite: le cure esistono!

Articolo a cura del dott. F.Meneschincheri, urologo a Roma, medico chirurgo specializzato in urologia e andrologia.

La PROSTATITE acuta o cronica o sindrome dolorosa pelvica cronica (CPPS), frequentemente di origine batterica, colpisce prevalentemente Pazienti al di sotto dei 60 anni che lamentano tra i sintomi: disturbi minzionali di tipo irritativo-ostruttivi, fastidio sovrapubico e perineale, bruciori durante e dopo l’atto sessuale, talvolta ejaculazione precoce e calo del desiderio sessuale e dell’erezione (Journal Urology 2007). Tale sintomatologia si potrebbe associare a quella dell’URETRITE.

Valutando lo stile di vita, le abitudini alimentari e sessuali dei Pazienti, si è potuto constatare e vedere che la Prostatite colpisce in misura maggiore i FUMATORI, le persone che abitualmente si cibano prevalentemente a base di FORMAGGI e CARBOIDRATI e meno verdura e frutta e che, dal punto di vista sessuale, sono soliti usare il coito interrotto ed avere rapporti con partner sessuali multipli.

Ruolo della prostata nei problemi della sfera sessuale

La prostata è la ghiandola che partecipa attivamente alla formazione del liquido seminale: una sua infiammazione potrebbe provocare anche problemi di fertilità,  problemi di erezione, o ancora problemi legati all’eiaculazione precoce. Al riguardo vi invitiamo a consultare la sezione dei test di autovalutazione per comprendere meglio possibili patologie alla base

Circa il 18/20% delle varie infertilità maschili sono verosimilmente da attribuire a stati infiammatori cronici della ghiandola prostatica e delle vescicole seminali (azione diretta dei batteri sul liquido seminale) vedi fondo pagina . La Ghiandola prostatica infatti produce il 30% del totale del liquido seminale arricchendolo inoltre da sostanze fondamentali di vitale importanza per la sopravvivenza e la qualità degli spermatozoi. La restante parte del liquido seminale viene prodotto dalle due vescicole seminali, piccoli organi situati tra la prostata e la vescica.

In questo sito potrete trovare tutte le delucidazioni e le conoscenze scientifiche più aggiornate su questa patologia della prostata, sulle cure e terapie esistenti e sulle norme di prevenzione.

Porre diagnosi di Prostatite talvolta non è facile. Certe volte alcuni quadri di Prostatite possono provocare un rialzo del dosaggio del PSA totale simile a quello che possiamo riscontrare nel Cancro della Prostata. E’ importante infatti che il Paziente appena avverta dei fastidi urinari, quali il bruciore minzionale, la minzione imperiosa si faccia visitare dall’Urologo. Il ruolo dell’infiammazione e dell’infezione è stato ipotizzato in numerose neoplasie ed anche nel Tumore Prostatico. Una analisi dettagliata eseguita dal Prof. Tennis ha verificato la consistenza dell’assopciazione tra flogosi o infezione e carcinoma prostatico. Il rischio relativo di andare incontro ad un Carcinoma Prostatico aumenta circa di 1,8 volte nei soggetti con infiammazione prostatica e di 1,4 volte nei pazienti affetti da infezioni prostatiche rispetto naturalmente alla popolazione generale.

Sulla prostatite abatterica

La prostatite abatterica (sindrome da dolore pelvico) ULTIMAMENTE si ritiene che sia dovuta anche per il sopravvenire di un disordine neuromuscolare legato alla prostatite . Questo nella teoria studiata e messa a punto (protocollo Stanford ) dalla Stanford University di San Francisco dove un Team di Medici specialisti – con a capo il Dr. David Wise ed il Dr. Rodney Anderson – afferma che in base all’ansia ed allo stress accumulato dal Paziente il pavimento muscolare pelvico potrebbe presentare delle contrazioni spasmodiche (patologie ano-rettali, alterato svuotamento dell’alvo intestinale, colon irritabile, dismicrobismo intestinale) con il risultato che i muscoli si accorciano rendendo l’ambiente inospitale per la ghiandola prostatica e per la vescica. Inoltre tali contrazioni darebbero origine a dei punti di contrattura denominati “ trigger point “ che sarebbero la vera causa del dolore legato alla patologia. La terapia in questo caso sarebbe una riabilitazione del pavimento pelvico.

Possiamo comunque affermare che la PROSTATITE ABATTERICA risente positivamente, dal punto di vista soggettivo di qualsiasi trattamento farmacologico. Ciò induce ad ipotizzare anche un ruolo attivo della “psiche” del Paziente sull’andamento della malattia “mi sto curando, quindi sto meglio”.

TEORIA IMMUNOLOGICA: Ultimamente si è fatta avanti, come causa delle PROSTATITI ACUTE, anche una teoria immunologica basata sul sistema delle cicloossigenasi di tipo 1. (COX1)

Sulla prostatite cronica

Per quanto riguarda invece la prostatite cronica i principali mediatori vengono rappresentati dalle INTERLEUCHINE (IL-1, IL-2, IL-6 e IL8 ed il Tumor Necrosis Factor (TNF) . Praticamente possiamo dire che queste sostanze regolano i meccanismi di aptosi e di proliferazione cellulare che insieme agli eventi infiammatori cronici, possono provocare nel tempo sia lo sviluppo dell’Ipertrofia Prostatica che del Carcinoma della Prostata. Da qui possiamo dedurre un possibile passaggio da una situazione di normalita’ ad una di atrofia intraepiteliale sino al PIN (prostate intraepithelial neoplasia) e ad un possibile sviluppo successivo di lesione neoplastica (tumore della prostata); tratto da Carcinogenesis 2005.

Possiamo quindi affermare con certezza che l’INTERLEUCHINA IL-8 e’ un valido e NUOVO biomarker predittivo, nel LIQUIDO SEMINALE, nella PROSTATITE CRONICA BATTERICA ED ABATTERICA. (EUR UROL 2007). Infatti dal dosaggio dell’INTERLEUCHINA IL-8 nel liquido seminale, (valori normali 31,2 pg/mL, in relazione al Kit utilizzato) potremmo ottenere tutte le informazioni relative all’effettiva e completa guarigione del Paziente. Come già accennato nel Sito la Prostatite è uno stato infettivo della ghiandola prostatica, puo’ essere anche di natura non infettiva anche se le forme batteriche sono quelle che predominano.

Vediamo insieme che problemi puo’ dare e quali sono le cause:

  1. a) CALO DELLE PRESTAZIONI SESSUALI:
  • per l’insorgenza di una eiaculazione precoce;
  • per il verificarsi di una eiaculazione che risulta ostacolata o dolorosa;
  • lo stato depressionale, che il piu’ delle volte colpisce il Paziente affetto da prostatite cronica, che potrebbe indurre anche ad un possibile DEFICIT ERETTILE;
  • con il proggredire della patologia verso la PROSTATITE CRONICA e della sintomatologia disurica e dolorosa, vi sara’ un crescendo di “ CONDIZIONE da STRESS “che provoca inevitabilmente “ stato di ansia “ (ansia prestazionale) di una prestazione che si fa’ sempre meno efficiente e poco gratificante sia per il Paziente che per la Sua compagna.
  1. b) POSSIBILE CALO DELLA FERTILITA’:
  • Modificazioni chimico-fisiche del secreto prostatico con alterazioni sulla coagulazione e successiva liquefazione dello sperma e modificazioni sia del numero che della mobilita’ degli spermatozoi;
  • Ostruzione dei vari dotti ejaculatori per il succedersi di varie alterazioni istologiche provocate dal processo infiammatorio ;
  • Il prodursi di auto-anticorpi con il dissequestro immunitario di antigeni spermatici;
  • Il verificarsi di processo infiammatorio ed infettivo con conseguente azione inibente della mobilita’ degli spermatozoi causata dai germi stessi e dal processo infettivo;
  • Possibile implicazione infiammatoria da parte dell’epididimo (dolore scrotale)
  1. c)  EIACULAZIONE OSTACOLATA O DOLOROSA
  • Sintomo specifico che sta’ ad indicare un processo infiammatorio della ghiandola prostatica, si verifica nella prostatite sia acuta che cronica, ma anche nell’uretrite (infiammazione dell’uretra) o nella vesciculite (infiammazione delle vescicole seminali);
  • dolore che compare al momento o subito dopo l’eiaculazione e puo’ perdurare per ore e persino per alcuni giorni, si potrebbe associare anche emospermia (sangue a livello del liquido seminale) ;
  • fastidio e dolore che si localizza al perineo – regione inguinale – testicoli – regione sovrapubica.

Inoltre vi vorrei illustrare la FUNZIONE EIACULATORIA ED ORGASMICA

EIACULAZIONE : complesso evento riflesso nel quale si possono distinguere 3 componenti

  1. EMISSIONE : riflesso spinale simpatico, iniziato da stimoli genitali e/o corticali. Risulta dalla contrazione di organi sessuali accessori, culminanti nella distensione dell’uretra posteriore;
  2. EIACULAZIONE ANTEROGRADA : riflesso spinale simpatico, che determina chiusura del collo vescicale con contrazioni ritmiche della muscolatura del pavimento pelvico e conseguente rilasciamento dello sfintere striato esterno;
  3. ORGASMO : elaborazione corticale di stimoli determinanti dall’aumento di pressione dell’uretra posteriore, stimolazione del veru montanum e successiva contrazione dell’uretra bulbare ed organi sessuali accessori.

Il riflesso eiaculatorio possiamo definirlo come il risultato complesso di una vasta interazione tra neuroni centrali serotoninergici, ossitoninergici e dopaminergici. Da qualche tempo è in vigore una nuova classificazione delle Prostatiti validata dal National Institute of Health canadese e dall’American Urological Association.

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